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Tema 2024: Luci alla Rocca

Piccola Disgrazia

di Remus P., Sophia U., Aleksander B., Anna I., Riccardo C.
da Trevignano Romano
Scuola Secondaria di I grado I.C. Tommaso Silvestri
Classe 3^E

Buona lettura

Piccola Disgrazia

di Remus P., Sophia U., Aleksander B., Anna I., Riccardo C.

Lizzy, una bambina di otto anni meravigliosa, proveniente da una famiglia che non era altrettanto, durante una bellissima giornata, si trovava in camera sua a giocare… giocare con il giocattolo preferito, signor Roccia. Peccato che oggi sarà il giorno nel quale morirà

‘’Uhm.. posso sentirti lo sai?’’ disse Lizzy in modo amareggiato, non tanto per l’informazione appena appresa ma perché il suo gioco era stato interrotto.
‘’Continuo a sentirti, sei per caso una voce all’interno della mia testa?’’, beh… diciamo di sì, sì sono una voce…

‘’Quindi oggi morirò?’’ no, no, ma cosa stai dicendo? Assolutamente no, chi ti ha detto questo? Comunque, vuoi fare un gioco? Ne ho preparato uno solo per te… e se vincerai, avrai la felicità eterna. Come ti sembra?
‘’O che bello, mi sembra un’ottima idea un gioco, e finalmente potrò rendere mia mamma felice con il premio’’ disse la piccola Lizzy.

‘’Con chi stai parlando?’’
“ Con nessuno, non ti preoccupare… piuttosto, vuoi dare inizio a questo gioco?” ‘’Yippie’’
Bene, la tua prima missione sarà uscire di casa
‘’Sembra facile!’’ disse Lizzy.
Perché lo è… ‘’Cosa??’’ nulla…
Lei abitando su una collina vicino alla rocca,ed affacciata sul meraviglioso paesino di Trevignano Romano, ogni volta che esce di casa, può scrutare il meraviglioso paesaggio che le si presenta dinanzi;
L’essere meraviglioso del paesaggio in parte è possibile grazie alla presenza di elementi come il lago, che ad ogni tramonto riflette i riflessi caldi del cielo, oppure grazie alla vegetazione rigogliosa composta da grandi alberi
‘’Ora che faccio?’’ “Ora attraversa la strada e fai attenzione.”

In quel momento Lizzy sentì un rombo, un’auto l’aveva investita… o quasi, per poco però non lo fu..
‘’Oh, c’è mancato poco, continuiamo?’’

Lizzy raggiunse il bosco, lei amava andare nel bosco situato al di sopra di Trevignano la rendeva tranquilla, difatti pensava che il, cominciò a vagare in esso, si era fatta sera, la povera bambina cominciò a stancarsi.
‘’Guarda che non sono stanca!’’ disse la piccola con tono infastidito.

“Perché non riposi? potresti dormire sotto a quel mucchio di foglie…” ‘’Ottima idea… però…’’
“ Pero’ cosa?”
‘’Non mi piace dormire sotto le foglie sporche che schifo!”

piccola disgrazia disegno 2 - Trevignano Romano Turismo

Lizzy andò verso il mucchio di foglie e diede loro un calcio in segno di disprezzo, poi cominciò a dirigersi verso casa, ma sulla strada si addormentò..però di colpo Lizzy cadde a terra.. e si svegliò improvvisamente il secondo giorno..’’Ma dove sono?’’ “Sei ancora nel bosco”

Lizzy era svenuta, e si ricordava poco di ciò che accadde il giorno prima, forse soltanto che era quasi stata investita.
‘’Sarà… sai che ho fatto un bellissimo sogno, era pieno di luci e colori, e sentivo il vociare di tanti altri bambini, magari sono i miei amici..’’

Lizzy venne interrotta da uno strano guaire, si girò e trovò un cagnolino legato ad un albero, sembrava essere un barboncino ma era più brutto e aveva l’aria di essere stupido…
‘’HEY! Non offendere questo cagnolino così, guarda che carino col suo cappellino, tanto bello… secondo te dovrei liberarlo?’’

“Assolutamente no, immagina se tu avessi lasciato il tuo cane per poter andare, per esempio in bagno, e che poi sparisca magicamente, come ti sentiresti?”
‘’Hmm, forse hai ragione, però mi fa pena quindi lo libererò..”
Lizzy si incamminò verso il cane legato all’albero e lo liberò, il cane cominciò a correre ed andò dritto verso una strada che di solito è poco affollata

“Ooh no! Dove stai andando?’’ disse Lizzy che era leggermente nel panico; poi si risollevò pensando al fatto che la strada dove era diretto il cane fosse spesso vuota, e che quindi il cane fosse al sicuro…
Ma poco dopo si sentì un guaito, Lizzy innocentemente continuò il suo cammino canticchiando.

Ormai si era fatta sera e Lizzy si fermò sul ciglio della strada per guardare il cielo;

Le stelle nel cielo, sembravano i brillantini con i quali decorava tutto ciò che le capitava per le mani, Lizzy stava riflettendo, il cielo così lo vedeva soltanto in quel magico posto, ai piedi della Rocca.
Tutto ciò le riportava in mente una sensazione di calore, un calore nostalgico, come se fosse di nuovo tra le braccia della madre prima che cominciasse a dipendere dall’alcool…

In poco tempo raggiunse i piedi della collina sulla quale erano presenti le rovine del precedente castello.
La bambina notò degli strani bagliori, delle luci che l’attraevano particolarmente.
Lei invaghita delle luci, le si avvicinò e ne toccò una… una volta toccata, Lizzy cadde per terra perdendo i sensi.

piccola disgrazie disegno - Trevignano Romano Turismo

La bambina si risvegliò, ed al posto delle luci, c’erano altri bambini come lei, ciò che però li distingueva da lei era un’aria assente, lei cominciò a disperarsi, ma poi si ricordò della mia esistenza
‘’Hey? ci sei ancora? Hai parlato tutto questo tempo e non mi hai ancora detto nulla..puoi aiutarmi?’’

“Non saprei come.. nel mentre Lizzy continuava a vagare tra le luci e tutto ad un tratto cadde in una buca nel terreno… “Oh no!!” le stridule urla della piccola bimba si sentirono echeggiare dalla profonda fossa.
Tutte le luci si affacciarono e cominciarono a fissarla, la povera bambina si sentiva in soggezione, ma pian piano notò, che gli altri bimbi stavano formando una catena “umana”, Lizzy prese la mano del primo bambino, e di colpo…

LUCI! si risvegliò con dei medici intorno, tutto andava lento ma allo stesso tempo era talmente veloce per il suo piccolo cervello, perse i sensi nuovamente…
Si risvegliò, i medici stavano con la mamma, lei si alzò dal lettino medico e si diresse verso di loro, parlò, nessuno la sentiva, urlò, nessuno la sentiva, ma lei sentiva loro, lei non sentiva me, era sola…

Andò via, dopo aver perso le speranze, guardò una pozzanghera e realizzò di essere una luce anche lei.
Lizzy rimase se stessa, e fu come se il fatto che fosse morta felice, avesse dato pace anche agli altri bambini morti, salutò con lo sguardo la madre, ed infine si diresse anche lei, alla rocca, dove avrebbe speso felicemente l’eternità, con gli altri bambini, che alla sua morte, ripresero come si suol dire, ‘’vita’’.

“Piccola Disgrazia”
è un racconto scritto da Remus P., Sophia U., Aleksander B., Anna I., Riccardo C.

per il Festival dei Racconti Brevi di Trevignano Romano Turismo

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