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7° Bandiera BLU 2018 – 2024

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Tema 2024: Luci alla Rocca

Luci Misteriose

di Anna P., Davide M., Alessandro S., Francisco N, Matteo C.
da Trevignano Romano
Scuola Secondaria di I grado I.C. Tommaso Silvestri
Classe 3^E

1° Posto

CLASSIFICA DEI RAGAZZI: Questo racconto è stato scelto dai ragazzi della scuola Secondaria di I grado IC Tommaso Silvestri di Trevignano Romano tra i tanti del festival 2024

Buona lettura

Luci Misteriose

di Anna P., Davide M., Alessandro S., Francisco N, Matteo C.

Un giorno a Trevignano Romano il sole splendeva alto nel cielo azzurro che veniva riflesso nelle acque cristalline del Lago di Bracciano. Le foglie secche e marroni degli alberi autunnali “macchiavano” la passeggiata con il suo mattonato color grigio scuro.

Sembrava una giornata come le altre, ma non era così, una ragazza, Ellie, stava passeggiando tranquillamente sul lungolago osservando le anatre e le oche in acqua, e lo splendido colorito del paesaggio attorno a sé.

Finché non vide qualcosa brillare sulla spiaggia. Andò a controllare, pensava fosse solo un sasso o un pezzo di vetro, ma avvicinandosi si accorse che era l’opposto. Trovò infatti un proiettile. Lei si insospettì molto, così lo portò allo zio Tommy, da cui era ospitata. Quando arrivò a casa gli mostrò il proiettile e dato che lui era un esperto lo riconobbe subito, dicendo che era di un fucile da caccia Kar 98K. Le disse di non preoccuparsi, così cenarono e andarono a dormire. Ma Ellie non riusciva a non pensarci e non chiuse occhio per tutta la notte. Ad un certo punto verso le quattro del mattino vide qualcosa di luminoso sulla Rocca con la coda dell’occhio fuori dalla sua finestra. Le sembrò strano, chiamò lo zio perché aveva paura ma quando lui entrò in camera ormai non si vedeva più nulla.

La mattina dopo, Ellie si svegliò sentendo un profumo delizioso provenire dalla cucina. Si alzò e raggiunse lo zio che stava preparando dei buonissimi pancakes con sciroppo d’acero, panna e frutti di bosco. Tommy le chiese cosa l’avesse terrorizzata tanto la sera prima, Ellie gli raccontò tutto quanto e a lui sembrò molto strano. Così si misero d’accordo per andare a controllare la sera dopo ed indagare su quelle luci misteriose.

Dopo la cena del giorno seguente, Ellie e Tommy si munirono di torce e andarono alla Rocca. Sfortunatamente non trovarono nulla perciò furono costretti a tornare a casa. Lo zio però aveva un’aria strana, sembrava frustrato e nervoso. Ellie gli chiese cosa ci fosse che non andava, lui ignorò la domanda, ma lei insistette. Tommy borbottava qualcosa, dicendo che ormai non potevano più stare lì a Trevignano, Ellie era molto confusa, chiese spiegazioni. Lo zio le iniziò a raccontare. Lei sapeva già che lui non era solito stare in un’abitazione fissa e che si spostava sempre di luogo in luogo. Ma da quando erano morti i genitori di Ellie (un anno prima), tutto era cambiato. Tommy sapeva che rimanendo per poco più di un anno nello stesso posto, correvano un grosso rischio. Ellie non capiva, ma proprio quando lo zio le stava per dare altre informazioni, udirono un fortissimo bussare alla porta. Tommy sobbalzò, era terrorizzato, disse a sua nipote di scappare, ma lei insisteva per delle spiegazioni. Ad un tratto sentirono una finestra rompersi. Corsero verso la porta principale per scappare ma un uomo alto, armato di accetta e con il viso coperto da una maschera di pelle li bloccò. Lo zio prese Ellie per mano e fuggirono dalla porta sul retro. Mentre scappavano disperati si girarono per guardare indietro, l’uomo li stava rincorrendo. Dato che abitavano in campagna, sapevano che anche se avessero urlato nessuno li avrebbe sentiti. Corsero verso il paese, ma l’uomo era troppo veloce. Ellie inciampò, lasciando la mano dello zio, era paralizzata, lì a terra da sola abbandonata a se stessa. Una lacrima le scese lungo la guancia mentre veniva coperta dall’ombra enorme del maniaco. Lei chiuse gli occhi, era disperata, non era pronta per morire. Ma proprio mentre l’accetta dell’uomo si calava su di lei, sentì come un lamento. Era lo zio Tommy che non l’avrebbe mai lasciata sola, si era quasi preso un colpo di accetta sulla schiena per proteggerla, ma fortunatamente si era solo tagliato. La trascinò via e fuggirono ancora. Non fu una notte tranquilla per loro perché rimasero nascosti e non dormirono anche se il giorno dopo dell’uomo non c’era traccia.

La mattina seguente, uscirono dal loro nascondiglio ancora impauriti. Tornarono a casa anche se non erano del tutto sicuri che il maniaco se ne fosse andato. Ellie era più confusa del giorno prima. Tommy le disse di fare le valigie con il minimo indispensabile. Lei era molto arrabbiata con lo zio, ed esigeva delle spiegazioni riguardo all’accaduto della sera precedente. Tommy non faceva altro che rimandare questo argomento, ma Ellie si era stufata e non poteva vedere lo zio “scappare” sempre. Lui aveva gli occhi lucidi, non si sentiva all’altezza del compito che gli avevano affidato i genitori di Ellie (badare a lei e proteggerla). Stava rischiando grosso, ma decise comunque di raccontarle. In realtà non era così mansueto e gentile quando era più giovane, anzi il contrario, era un ludopatico ed imbroglione. Aveva la brutta abitudine di provocare appositamente gli altri giocatori in modo da non farli vincere. Ma una fatidica notte con la sua impertinenza provocò la persona sbagliata, un pazzo che era evaso di prigione da poco, in cerca della sua prossima vittima. Quel giorno c’era molta nebbia e non si poteva vedere nulla al di fuori del locale. Iniziò a giocare a poker. La fortuna però non sembrava essere dalla sua parte, bensì da quella di un uomo misterioso, seduto davanti a lui, con il volto coperto da un grande ed elegante cappello da cui usciva un ciuffo di capelli biondi. La serata non stava andando bene per Tommy continuava a perdere soldi, così ebbe l’idea di barare. Per distrarre l’uomo di fronte, lo zio continuava a fargli domande sciocche, ma l’uomo era un osso duro ed ignorava tutte le distrazioni. Dopo un po’ Tommy venne ripreso, dato che stava dando fastidio agli altri giocatori con tutto quel parlare. Ma in realtà in quell’attimo di confusione nessuno si accorse che scambiò il suo mazzo con un altro truccato, in modo che vincesse. Sapeva che non era un locale così sofisticato, che non aveva telecamere, quindi era il “delitto perfetto”. Se non fosse stato per l’uomo misterioso, che non aveva aperto bocca sin dall’inizio, perché si era accorto dell’imbroglio, ma non disse nulla. Quella notte Tommy commise l’errore più grande della sua vita. Quell’uomo perse tutto a poker e dopo non si seppe più nulla di lui.

Ellie era davvero sbalordita da questa storia, non aveva idea di questo lato dello zio. Lui le disse di rassicurarsi, perché ormai non era più dipendente dal gioco d’azzardo, era “guarito”. Ma ora temeva per la sorte di entrambi; perché una cosa sapeva bene di quell’uomo misterioso… Era lui il maniaco che li inseguiva a che era uno psicopatico che avrebbe distrutto tutto ciò che Tommy amava, compresa Ellie. Lei gli chiese come facesse ad essere così certo che fosse lui; ma ciò che lei non sapeva è che lo zio, il pomeriggio dopo la sera in cui scapparono da quel pazzo, era tornato nel luogo in cui erano stati aggrediti e raccolse un capello biondo proprio come il ciuffo dell’uomo misterioso del poker; poi aveva la stessa statura, doveva essere lui.

Il giorno dopo Tommy rifletté sull’accaduto, non era ancora del tutto sicuro sul lasciare Trevignano perché la nipote aveva ragione, non poteva scappare per sempre.

lucimisteriose disegno - Trevignano Romano Turismo

Quella notte Ellie vide ancora quelle strane luci alla Rocca, corse a chiamare lo zio che le disse di vestirsi. Uscirono di casa poco dopo e andarono là sopra per indagare su quei lumi misteriosi. Chiaramente si dovevano sbrigare prima che sparissero o che il sole sorgesse. Una volta arrivati, all’improvviso sentirono un rumore provenire dai cespugli. Ellie era spaventata così lo zio andò a controllare. Era troppo buio, non si riusciva a vedere niente neanche quelle strane luci che ormai sembravano svanite nel nulla. C’era troppa quiete come se tutta la natura avesse deciso di tacere. Ma quel silenzio sarebbe durato poco, venne spezzato da un rumore come di uno sparo verso il cielo. Ellie era terrorizzata, aveva paura che qualcosa potesse accadere a lei e suo zio. Tommy prese Ellie per mano e si precipitarono verso casa. La corsa era stata lunga ed estenuante ed era ora di andare a letto perché era tardi. Ma Ellie non era ancora andata a dormire, lei stava pensando di andare a controllare la notte dopo senza lo zio per non metterlo in pericolo.

La sera del giorno seguente, Ellie e Tommy cenarono insieme, lei stette in silenzio e appena finito di mangiare corse di sopra. Cercò di prendere tutto ciò che le sarebbe potuto occorrere in ogni circostanza, così infilò in un grande zaino: torcia, coltellino svizzero, garze (nel caso si fosse tagliata), e un altro paio di cose. Arrivata alla Rocca, iniziò a cercare qualche indizio, ma non trovò nulla. Ad un tratto sentì un rumore provenire alle sue spalle, era pietrificata. Si voltò ma dietro c’era lo zio Tommy, che l’aveva seguita, era infuriato. L’avrebbe dovuto aspettare perché se fosse arrivato quel pazzo le avrebbe potuto fare del male. La prese con forza per portarla a casa ma lui inciampò su qualcosa. Era un dislivello sul terreno, incuriositi ma anche timorosi, iniziarono a scavare. Ad un tratto ad Ellie parve di toccare qualcosa, mossero la terra con le mani. Si resero conto che era una specie di botola, con un anello di ferro arrugginito al centro. Lo tirarono con tutta la loro forza, riuscendo ad aprirlo. Al suo interno vi era situata una scalinata, che percorsero fino ad arrivare ad una galleria sotterranea. Era troppo buio per vederne la fine, così presero la torcia che Ellie aveva preso con sé. Tommy notò un interruttore alla sua sinistra, e lo azionò. Si accesero una sfilza di luci che illuminavano quel corridoio inquietante. Mentre percorrevano quel tunnel, Ellie ebbe come un’illuminazione: si ricordò che la sua bisnonna, che quando era in vita abitava a Trevignano, le aveva raccontato di un passaggio sotterraneo che veniva percorso dai soldati durante la guerra. Era forse quello che stavano percorrendo? Lei ne era convinta. Ad un tratto sentirono una puzza molto sgradevole, come di animale morto. Notarono una porta che aprirono lentamente, avevano i brividi… Trovarono un povero cinghiale smembrato, e accanto un sacco pieno di armi e strumenti da tortura. Chissà cosa aveva passato quella povera bestia. Erano disgustati, sia per l’odore che per la scena. Ad un tratto udirono un forte tonfo, la botola si era chiusa. Ellie uscì dalla stanzetta e vide il maniaco dalla maschera di pelle che gli stava correndo incontro. Era paralizzata, quando vedeva quell’uomo si immobilizzava. Quando lui stette a pochi metri da lei, lo zio Tommy uscì dalla stanza con una spranga di ferro, con cui picchio quel maniaco fino a farlo stendere a terra. Zio e nipote corsero come il vento fino all’ingresso della botola. Era molto vecchia ed era complicato aprirla, così spinsero più che potevano e riuscirono a scappare. Purtroppo non andarono molto lontano dalla Rocca, perché non era così semplice liberarsi di quell’uomo, che sembrava essere dotato di una forza sovrumana. Nel frattempo infatti era riuscito ad alzarsi ed ormai li aveva raggiunti. Afferrò Ellie per i capelli, ma Tommy la spinse via. Lui e l’uomo iniziarono a lottare, lo zio riuscì a dargli qualche pugno, ma quel pazzo era troppo forte. Il maniaco lo afferrò per il collo e lo trascinò fino ad un precipizio. Tommy era sospeso in aria, la sua vita era appesa ad un filo. Ad un tratto Ellie fece come uno scatto,trovò un grosso bastone a terra ed andò verso di loro. Quando riuscì ad avvicinarsi abbastanza colpì l’uomo sulle costole. Il maniaco in un attimo rilasciò lo zio che corse in lacrime ad abbracciare sua nipote, che gli aveva appena salvato la vita. Ma non erano ancora fuori pericolo. L’uomo si stava rialzando, era inarrestabile, ma era finito sul bordo di quel dirupo, che crollò. Quello strapiombo si affacciava su degli scogli, Ellie e Tommy guardarono lì in basso, il maniaco sembrava essere morto. Ormai erano salvi (o così credevano). Tornarono a casa e decisero di andare a raccontare tutto alla polizia il giorno seguente.

La mattina, dopo aver fatto colazione, dissero tutto agli agenti che andarono ad indagare alla Rocca. Verso l’ora di pranzo zio e nipote ricevettero una chiamata a dir poco angosciante. I poliziotti dissero di aver trovato botola, armi e tutto, ma mancava una cosa… Non c’era il corpo di quell’uomo. Non si sa che fine abbia fatto, o se sia ancora vivo, ma c’è chi afferma che in alcune rare notti se si guarda verso la Rocca, si possono vedere ancora quelle luci misteriose.

“Luci Misteriose”
è un racconto scritto da Anna P., Davide M., Alessandro S., Francisco N, Matteo C.

per il Festival dei Racconti Brevi di Trevignano Romano Turismo

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