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Tema 2024: Luci alla Rocca

L’assassino della Rocca

di Emily D., Ludovica F., Giordano P., Sebastiano G.
da Trevignano Romano
Scuola Secondaria di I grado I.C. Tommaso Silvestri
Classe 3^E

Buona lettura

L’assassino della Rocca

di Emily D., Ludovica F., Giordano P., Sebastiano G.

Cominciò tutto una sera del 2020 quando Vincenzolo stava chiudendo il suo negozio di frutta e verdura a Milano. Durante la notte i quattro amici, che vivevano tutti insieme, rientrando a casa ricevettero una proposta da Vincenzolo, un ragazzo alto, magro con un carattere forte; questi chiese al resto del gruppo di andare a visitare Trevignano Romano, un piccolo paesino vicino Roma. Tutti gli amici accettarono e durante la notte mentre facevano le valigie nella loro casa a Milano sentirono dei rumori provenire dalla cantina. Nessuno aveva il coraggio di andare a vedere tranne Piper, una ragazza bionda, occhi azzurri e timida, ma allo stesso tempo coraggiosa. Quando scese giù in cantina vide un topo, ma la situazione ancora non la convinceva, perciò andò a chiamare gli altri, che scendendo videro un’ ombra passare. Scapparono in cucina e presero dei coltelli, però videro che una finestra misteriosamente si aprì da sola; l’andarono a chiudere. Loro si spaventarono molto e presero il telefono per digitare il 112, cioè il numero della polizia. I ragazzi aspettarono qualche attimo prima che arrivasse; appena arrivarono ispezionarono in gruppi tutta la casa senza trovare nulla, da quel momento aspettarono con ansia la mattina, senza dormire. Alle otto presero subito il treno; arrivati a Roma salirono su un taxi che li portava nella loro casa a Trevignano. Cicaletta, un giovane molto muscoloso e con occhi azzuri, scaricò tutti i bagagli mentre gli altri vedevano la casa che presentava due camere da letto, due bagni e un salone con vista sul fantastico lago. Verso le 13 pranzarono e il pomeriggio si riposarono per poi uscire la sera a fare una passeggiata. Per cena andarono in un ristorante in piazza perché erano curiosi di visitare la Rocca di Trevignano Romano, un vecchio castello che venne distrutto durante la guerra. Probabilmente esisteva nella metà del XIII secolo fino a quando Trevignano Romano fu in potestà del popolo romano, alla fine del XIV secolo andò in mano agli Orsini che entrarono in possesso di tutto il territorio del lago e pochi anni dopo Gian Giordano Orsini fece smantellare la Rocca che non venne completamente distrutta, ma semplicemente abbandonata. Dopo la cena si incamminarono verso la Rocca; arrivati, aspettavano loro molte scale da fare per arrivare in cima. Giunsero a destinazione e cominciarono a visitare la zona e all’improvviso il resto del gruppo non vide più Vincenzolo. Tutti si spaventarono, lo cominciarono a chiamare e a cercare, senza avere successo; ad un certo punto sentirono delle forti urla provenire da dietro un cespuglio e andarono a controllare pensando che fosse Vincenzolo… ma non era così perché quando si ritrovarono vicino al cespuglio videro un coltello tutto sporco di sangue. Nel panico cominciarono a scappare trovando anche un nascondiglio dove rimasero per un po’ di tempo. Decisero di cercare delle informazioni su internet trovando un articolo che diceva di non andare assolutamente a visitare la Rocca perché c’era Bobbi l’assassino che era carnivoro e viveva là. Nessuno ci stava credendo quando vicino a loro comparve una maschera con il volto simile a un maiale, ma era molto più inquietante. In tutto questo ancora non si sapeva dove era andato a finire Vincenzolo…

assassino della rocca disegno - Trevignano Romano Turismo

Scappando andarono verso la Rocca così da fermarsi a controllare cosa ci stava al suo interno e trovarono solamente un letto con delle catene arrugginite… nello stesso momento sentirono dei rumori dietro di loro, si girarono di scatto trovandosi davanti un’ anziana signora con i capelli bianchi che si presentò con il nome di Gisella. Nessuno si fidava finché la signora iniziò a parlare dicendo che era lì per aiutarli a trovare il loro amico perché erano anni che cercava di incastrare l’assassino. Grazie a dei sogni fatti in precedenza si incamminarono verso una stradina buia dove, alla fine, si trovava il nascondiglio segreto di Bobbi che non era molto lontano dalla rocca. All’interno trovarono una lucina con Vincenzolo appeso a testa in giù; ma non c’era nessuna traccia di Bobbi, quindi molto rapidamente lo liberarono e andarono a rifugiarsi a casa di Gisella che si trovava nella piazza del paese. Mentre bevevano un tè elaborarono un piano per loro infallibile che usarono per catturare l’assassino misterioso; uscirono di casa e andando verso la Rocca sorpresero Bobbi che si mangiava un topo. Lo circondarono e lo legarono con un filo da pesca, come un salame, provò a liberarsi ma non ci riuscì perché erano in cinque persone contro uno. Bobbi aveva un aspetto fisico molto strano con due occhi rossi che si vedevano anche tramite la maschera, ma aveva anche una mano fasciata di colore nero; indossava un grembiule bianco da macellaio sporco di sangue con due coltelli in tasca simili a quello che avevano trovato dietro al cespuglio. In seguito lo legarono al letto e lo lasciarono nelle mani di Gisella…

Pochi giorni dopo Gisella andò da loro e gli disse che lo aveva torturato e poi ucciso, però ora dovevano andare a raccontare tutto alla polizia che già sapeva la storia e molte volte avevano provato con molti tentativi a prenderlo ma non ci erano riusciti.

I quattro amici che venivano da Milano avevano risolto finalmente il caso di Bobbi l’assassino ed i giorni che gli restarono li passarono al lago tutti i giorni giocando a pallavolo e divertendosi anche per il paese e per i bar di Trevignano Romano.

Da quel giorno quei quattro amici consigliarono a tutti di visitare Trevignano reputandolo un paese bellissimo soprattutto per il lago e ci ritornarono dopo poco tempo.

“L’assassino della Rocca”
è un racconto scritto da Emily D., Ludovica F., Giordano P., Sebastiano G.

per il Festival dei Racconti Brevi di Trevignano Romano Turismo

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