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Tema 2023: Il Mistero delle Pantane

La casa stregata

di Speranzini Nicolò, Pennacchini Davide, Ghione Lorenzo, Vitullo Cristian
da Trevignano Romano
Scuola Secondaria di I grado I.C. Tommaso Silvestri
Classe 2D

3° Posto

CLASSIFICA DEI RAGAZZI: Questo racconto è stato scelto dai ragazzi della scuola Secondaria di I grado IC Tommaso Silvestri di Trevignano Romano tra i tanti del festival 2023

Buona lettura

La casa stregata

di Speranzini Nicolò, Pennacchini Davide, Ghione Lorenzo, Vitullo Cristian

Quattro ragazzi desiderano passare una serata insieme per andare a pesca in riva ad un lago.
Durante il pomeriggio prepararono tutto il materiale: fili, canne da pesca, ami ed esche.
Erano molto contenti e non vedevano l’ora che si facesse buio per partire. Caricarono tutto l’occorrente nella macchina e finalmente si misero in viaggio.
I ragazzi erano molto contenti, scherzavano tra di loro e scommettevano a chi avrebbe pescato il pesce più grande.
Dopo circa un’ora di strada arrivarono con la macchina vicino alla riva del lago e cercarono il posto più adatto per parcheggiare.
Era una serata serena; la luna splendeva nel cielo e la temperatura era ottimale.
Niente lasciava pensare a quello che sarebbe successo dopo qualche minuto.
Mentre scaricavano le cose, uno di loro si accorse che le gomme della macchina erano sprofondate nel fango .
A causa del buio, non si resero conto di essere finiti in una zona di pantane.
Inizialmente i ragazzi non si preoccuparono più di tanto, convinti che spingendo l’auto tutti insieme, potessero riuscire a tirarla fuori dal fango.
In realtà la cosa, con il passare del tempo, si faceva sempre più complicata.
La macchina non si spostava neanche di un centimetro e oltretutto nel cielo si cominciavano a vedere fulmini e sentire tuoni in lontananza.
Il posto dove stavano i ragazzi era lontano e isolato. Cominciò un violento temporale e la zona si riempì sempre più di acqua e fango.
I ragazzi non sapevano che fare e oltretutto la zona era talmente isolata che non funzionavano neanche i cellulari per chiedere aiuto.
In lontananza, tra gli alberi i ragazzi riuscirono a vedere una piccola luce.
Capirono che c’era un’abitazione e che qualcuno poteva vivere lì e che poteva aiutarli.
Non avevano altra scelta e si incamminarono nel bosco cercando di raggiungere quella casa.
Avevano bisogno di qualsiasi cosa che poteva essere utile per liberare la macchina dalla palude.
Quando arrivarono davanti a quella casa, si accorsero che la porta d’ingresso era aperta. In realtà avevano paura di entrare; non c’era citofono né campanello.
Il più grande dei quattro ragazzi si fece coraggio ed entrò nella casa.
Una casa completamente vuota, senza nessun mobile.
Arrivò in un grande salone che vide degli animali appesi a dei ganci con delle corde e lì vicino un vecchio signore con barba lunga, sporco e che faceva paura.
Il ragazzo coraggioso gli chiese se poteva prestargli una corda che doveva servire per liberare la sua macchina dal fango giù al lago.
Il vecchio signore acconsentì ma non lasciò andar via il ragazzo più grande giù al lago aveva forse paura che non gli avrebbero restituito la corda, quindi gli altri tre ragazzi scesero verso il lago per provare a liberare la macchina con l’aiuto della corda.
Arrivati vicino al lago si accorsero che la macchina era stata quasi del tutto inghiottita dal fango della palude. Decisero di ritornare verso quella casa; ormai non c’era più nulla da fare per la macchina.
Mentre si incamminarono nel bosco, sentirono delle urla provenire proprio da quella casa.
Cercarono di correre il più possibile e una volta giunti sul posto videro il loro amico appeso con la corda ad un gancio ma riuscirono a salvarlo.
Il vecchio signore era sparito.
I ragazzi aspettarono che si fece giorno per ritornare a piedi al loro paese.
Ma i problemi non terminarono.
Durante il tragitto per tornare, i ragazzi si misero a fare l’autostop per chiedere un passaggio verso il loro paese.
Dopo un po’ di tempo, si accosto’ un vecchio furgone arrugginito. I ragazzi senza pensarci salirono tutti a bordo dentro al cassone. Nel momento in cui chiesero all’autista se poteva accompagnarli verso il paese, si accorsero terrorizzati, che si trattava del vecchio signore della famosa casa di campagna. Anche il vecchio signore ovviamente riconobbe i ragazzi; fece scattare le serrature degli sportelli.
Ormai i ragazzi erano in trappola.
Chiusi dentro quel furgone, non potevano fare nulla.
Nonostante i ragazzi imploravano aiuto, il vecchio signore faceva finta di non sentirli; alzò il volume della radio e continuò il viaggio nella direzione opposta rispetto al paese dove dovevano andare i ragazzi.
Uno di loro si ricordò però di aver un telefono cellulare e senza pensarci chiamò subito i soccorsi.
Raccontò per telefono quello che gli stava accadendo ma non sapeva spiegare dove erano di preciso.
Il poliziotto gli disse di mandargli la posizione dal cellulare in modo che potevano intervenire per salvarli.
Nel frattempo il furgone continuò a viaggiare per molti chilometri fino a quando si fermò in un’area di servizio in una zona isolata.
Il vecchio signore si fermò per andare in bagno e per fare uno spuntino; per i quattro ragazzi era giunto il momento di liberarsi.
All’interno del cassone presero il crick e un tubo di ferro e con tutte le forze riuscirono a forzare lo sportello del furgone.
Riuscirono ad uscire e decisero di scappare in mezzo ai campi.
Il vecchio signore pensando che i ragazzi erano ancora dentro il cassone, continuò il suo viaggio.
Dopo molti chilometri non sentendo più nessun rumore il vecchio signore decise di controllare l’interno del cassone; scoprì che i ragazzi erano fuggiti.
In effetti i 4 giovani riuscirono a prendere un pullman per raggiungere la zona del lago e provare a vedere se riuscirono a recuperare la loro auto.
Intanto anche il vecchio signore con il suo furgone sgangherato riprese la strada di casa.
Lungo l’autostrada deserta si cominciarono a vedere numerosi posti di blocco della polizia.
E proprio ad uno di essi viene fermato il furgone, ma durante il controllo la polizia non trovò nulla di strano, se non lo sportello forzato.
Proprio grazie all’intuizione del poliziotto, si capì che c’era qualcosa di strano.
Lasciarono andare comunque via il vecchio signore, ma avvisarono gli altri colleghi poliziotti di tenerlo sotto controllo.
I ragazzi nel frattempo erano arrivati nella zona del lago, ma giunti sul posto non ritrovarono più la macchina, ormai inghiottita dal fango. Decisero quindi di ritornare a piedi verso il paese.
In quel preciso momento passò di fronte a loro il vecchio signore con il furgone, i ragazzi riconoscendo il furgone, impauriti si nascosero tra gli alberi.
Il vecchio signore riconobbe i ragazzi, parcheggiò il furgone dietro la casa, prese una mazza di ferro, e correndo andò in contro ai giovani per cercare di prenderli.
Chi scappò da una parte, chi da un’altra.
Il buio della sera si fece sempre sempre più scuro; in questo caso era utile per i ragazzi cercare un rifugio per nascondersi dall’aggressione del vecchio cattivo.
Nel paese di origine dei ragazzi cresceva sempre di più la preoccupazione da parte delle loro famiglie per la scomparsa dei giovani.
Anche i telegiornali cominciarono a parlare di questa assurda notizia.
Nel frattempo il vecchio ritornò nella sua casa e si addormentò.
I ragazzi non vedendolo più, approfittarono per cercare la definitiva via di fuga.
Non sapevano cosa sarebbe stato meglio fare.
Se aspettare lì in quella zona o scappare da qualche parte.
Decisero di incamminarsi a piedi verso il loro paese, quando come per miracolo videro da lontano la macchina di un loro genitore che da giorni era alla loro ricerca.
Fu un enorme emozione.
I ragazzi riuscirono a tranquillizzarsi e decisero a quel punto di chiamare la polizia.
Arrivarono diversi poliziotti che si fecero spiegare dai ragazzi tutto quello che era successo e decisero di farsi accompagnare all’indirizzo della casa del vecchio signore.
Partirono verso la destinazione e pochi chilometri prima di arrivare videro in lontananza una colonna di fumo nero provenire proprio da quella casa.
Arrivati si resero tutti conto che il vecchio signore dopo aver bruciato la sua casa e il suo furgone, riuscì ancora una volta a far perdere le proprie tracce.
È ANCORA IN GIRO !!!!!!

“La casa stregata”
è un racconto scritto da Speranzini Nicolò, Pennacchini Davide, Ghione Lorenzo, Vitullo Cristian

per il Festival dei Racconti Brevi di Trevignano Romano Turismo

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