Pamela Prati in “Ricordatemi in un tramonto”
Musica e danza dal vivo Con Pamela Prati, Enzo Piscopo e Gianluca Leonardi

- 24 luglio 2026
- Piazzale del Molo
- Ore 21:30

I VETRI BLU
presenta PAMELA PRATI in
RICORDATEMI IN UN TRAMONTO
Da un’idea di Pamela Prati
Regia di Ilenia Costanza
Drammaturgia di Ilenia Costanza e Gianluca Leonardi
Direzione musicale di Lorena Vetro
Disegno luci di Gloria Mancuso
Durata 70 minuti
SINOSSI
Gli imponenti battiti di un lontano campanile a scandire la diciannovesima ora dell’equinozio di primavera. Le ore liete del giorno sacro volgono a sera e nel crepuscolo sembrano essere sorprese da un impetuoso imbrunire.
Il giorno monta verso l’oblio.
D’improvviso la potenza di un bagliore di fuoco dipinge ogni cosa inghiottita dalla sera, per un ultimo bagliore di luce. Arancio poi rosso, rosa, viola, ancora rosso. Le onde del mare riflettono temi oro e arancio. Nei dolci fianchi delle colline brillano colori di carminio e porpora.
L’azzurro del cielo dà spazio a una tavolozza di tonalità che abbracciano cromature roseo- violacee.
Orizzonte infuocato.
“Ricordatemi in un tramonto” è un esperimento di bellezza, un insegnamento di saggezza. Una dea del Tramonto, protendendo la mano verso lo spettatore, lo invita a compiere un viaggio alla scoperta delle emozioni universali che maturano nell’anima al cospetto della magnificenza della Natura.
Una performance artistica che rende la fusione tra teatro, musica e danza un ensemble dinamico che genera la metafora di una esperienza emotiva legata non solo all’arte e alla cultura, ma all’approccio della vita stessa di ogni essere vivente.
Proprio come la dea nel momento del suo ultimo bagliore prima dell’oblio dona nuova vita e nel suo sacrificio genera bellezza ed emozione, ogni spettatore è invitato a vivere al pieno l’esperienza di metamorfosi e di resilienza attraverso l’esempio della dea… ricordandola in un tramonto.
NOTE DI REGIA
“Dove va il sole quando tramonta? E perché tramonta?”.
Ci soffermiamo spesso davanti a domande simili, poste dai bambini, e ci affanniamo nel tentativo di trovare risposte fantasiose, per soddisfare una curiosità, la loro, che tuttavia ci spinge ad esplorare argomenti che nel nostro intimo di adulti rimangono misteriosi. Eppure quegli stessi bambini, inconsapevolmente, provano qualcosa che non sanno esprimere, davanti a quell’esplosione di colori, mentre un giorno se ne va, per risorgere, sempre e comunque.
E sarà bellezza, sempre e comunque. Come la vita; come ogni essere umano… come il mondo stesso.
Come un tramonto, tutto muore per rinascere: ogni giorno, ogni amore, ogni sguardo, ogni paura.
Desiderio e tormento di ogni artista è catturare l’attimo di quella trasformazione, di quella “metamorfosi” che parla di luoghi (e anfratti!), ora davanti ora dentro di noi; ponendoci nudi al cospetto dell’eternità, mentre il dolore ci graffia e la felicità ci sfiora, per insegnarci la misura e la meraviglia, poiché dopo di noi, o senza di noi, il tramonto è una struggente certezza.