Cerca
Close this search box.

7° Bandiera BLU 2018 – 2024

Cerca
Close this search box.

La Torre dell’Orologio

Dove si trova

Facebook
Twitter
WhatsApp

La Torre dell’Orologio

Una storia lontana nel tempo

La Torre dell’Orologio, con la semplice austerità ed eleganza della sua linea, presenta il paese antico ai visitatori e segna la soglia tra il cuore antico ed il futuro della comunità.
La Torre dell'Orologio di Trevignano Romano
Il quadrante dell’orologio della torre, sulla facciata interna al borgo

La Torre dell’Orologio di Trevignano Romano

Localizzata sull’asse principale dell’abitato, ne identifica il sistema di invito alla scoperta, simbolo e testimone del “tempo ritrovato” da riservare ad esperienze e relazioni di qualità, che solo i ritmi della vita di un piccolo centro può offrire.

E’ anche la memoria solitaria delle due porte che si aprivano nell’antica cinta muraria del borgo fortificato di epoca medioevale, che mantennero la funzione di controllo sino al XVII sec.

La Torre dell'Orologio di Trevignano Romano sul finire del XIX sec. venne collocato al di sopra del fornice, il grande orologio bifronte
All’interno della Torre: il quadrante dell’orologio

Ha subito nel tempo numerose modifiche e sul finire del XIX sec. vi venne collocato al di sopra del fornice, il grande orologio bifronte, animato da un interessante meccanismo, con carica manuale ed ancora funzionante.

Scopri di più sull’antico orologio della torre

Leggi l’intervista all’orologiaio che lo restaurò nel 1996 sul nostro Magazine

Un po’ di storia riguardo la torre

La torre dell’orologio segna l’entrata al centro storico di Trevignano Romano. Eretta come porta d’entrata al borgo in epoca medioevale, faceva parte delle mura difensive costruite nel XII sec. sotto Papa Innocenzo III.

Dalla sommità della Torre dell'orologio: il panorama
Dalla sommità della Torre: il panorama

Il piccolo borgo di Trevignano Romano è stato da sempre un insediamento rurale, abitato quindi da contadini e pescatori che vivevano all’interno delle mura. La cinta muraria era distinta in tre sezioni, delle quali due erano lunghe braccia di mura che scendevano dal castello fino al lago e terminavano con dei piccoli torrioni circolari, di cui è possibile vederne uno passeggiando lungo il lago appena fuori da Piazzale del Molo. La terza cinta si sviluppava appena sotto il castello dove oggi sorge la chiesa di Santa Maria Assunta.

L'interno della Torre dell'orologio
L’interno della Torre

Per entrare al borgo si potevano utilizzare due porte, Porta Romana che si trovavano all’inizio del paese venendo da Roma, all’incirca dove oggi troviamo una grande fontana, e la seconda è l’attuale Porta dell’Orologio.
Solo alla fine del XIX sec. è stato aggiunto all’interno della torre un orologio manuale ancora oggi in funzione, datato 1889, di cui possiamo ammirare i due quadranti in vetro, nella facciata esterna e nella facciata interna.

A concludere la torre è l’elemento in ferro battuto utilizzato per scandire le ore.

Il meccanismo dell'orologio della Torre di Trevignano Romano
Il meccanismo dell’orologio della Torre

Dimensioni della Torre dell’Orologio

Altezza della Torre 17,80 metriImpronta quadrangolare di base 5,10 x 6,20 metri

La torre dell’orologio e Trevignano Romano, cenni Storici, artistici e architettonici

Il Centro Storico di Trevignano Romano denominato incasato nelle fonti archivistiche, si estende tra la riva nord del lago di Bracciano ed i contrafforti dello sperone lavico dominato dai resti della Rocca Orsini. Le particolari condizioni morfologiche e climatiche hanno permesso, fin dalla preistoria che vi si stanziassero piccole comunità di cacciatori, pescatori e raccoglitori.

Ai primi insediamenti del periodo villanoviano, fece seguito la colonizzazione etrusca, rilevabile dalle importanti testimonianze sepolcrali del secolo VIII e VII sparse su tutta l’area comunale.

Con la conquista di Veio e Caere da parte dei romani, anche il territorio afferente al lago Sabatino passò sotto il loro controllo, testimoniato non solo dall’imponente dimora imperiale (Vicus Aurelii) ma anche da numerose ville suburbane lungo le sponde del lago sabatino e nel fertile entroterra. Il sito delle salutari terme di Apollo (padre di Esculapio) che arricchiva la Domus Domizianea, già frequentate in epoca etrusca, conobbe il massimo riconoscimento in età repubblicana, come testimoniato dai calici d’argento, rinvenuti nel 1852 nella stipe votiva della sorgente, su cui era inciso il percorso sacro delle fonti, a partire da Cadige in Spagna e la cui tappa finale prima di Roma era proprio Vicus Aurelii.

L’antico nome di Sabatia Stagna o Sabate venne da loro mutato in Trebonianum per l’esistenza di una di queste dimore di epoca Augustea appartenuta alla gens Trebonia, i cui reperti (tratti di muri in opus reticolatum) come sopraccennato, sono ancora visibili in più punti (chiesa di Santa Caterina e lungo la via mediana del borgo). Non vi sono però fonti certe che la sua attuale posizione possa ricalcare esattamente quella dell’oppidum originario, perche’ il suo nucleo primario e’ ritenuto da molti archeologi, collocato più ad ovest sulla costa.

Dal 119 d.C. l’insediamento beneficiò di una importante opera idraulica ancora attiva: l’acquedotto Traiano, che raccoglie le acque della zona di Manziana, raggiungendo Roma dopo un percorso di 43 km. Restaurato da Paolo Borghese nel XVII secolo e utilizzato ancora per l’apporto idrico della fontana del Gianicolo e di parte del quartiere Trastevere.

Dalla caduta dell’impero romano alla fine del secolo X è rimasto sostanzialmente un piccolo borgo di contadini e pescatori, lontano dalle grandi vie di comunicazione e per lo più salvo dall’itinerario delle orde armate, che percorsero da allora l’Italia, ma spesso oggetto di contese tra le grandi famiglie aristocratiche. Alla metà del sec. XII all’antico castrum altomedievale, si accostò la nuova espansione caratterizzata dal tipico percorso difensivo ad andamento sinusoidale, coincidente con l’attuale via Umberto I, che oltre a definire due fasce abitative strette e allungate, si propose come sostegno per lo sviluppo successivo.

Tra il 1196 e il 1216 papa Innocenzo III fortificò il borgo, al quale seguì un processo di incastellamento degli edifici prospicienti la sopracitata via mediana.

Il recinto murario era articolato su tre cinte, entro cui si aprivano la porta di Santa Caterina oggi Porta dell’Orologio la porta Romana ad est (poi di Santo Stefano) la cui demolizione venne completata nel XIX secolo per l’allargamento della circumlacuale e quella di “sopra” probabilmente vicino il campanile della chiesa parrocchiale (la Colleggiata di Santa Maria Assunta) indicato come una delle torri della terza cinta. Nel XIII secolo il borgo si ampliò ulteriormente, dando luogo ad una configurazione urbana a “pettine”, probabilmente determinata dalla necessità di un ulteriore spostamento verso il lago.

Agli inizi del secolo successivo, si completò l’area vicino Porta Santa Caterina, rafforzando la piazza, ormai divenuto polo civico. Sul finire del XIV secolo, il paese passò nelle mani degli Orsini, che provvidero ad un’opera di riqualificazione militare della rocca, che venne munita di un bastione a protezione del fianco nord-ovest ed alle mura medievali si aggiunsero i due torrioni a controllo del lago e le sopracitate porte. La struttura difensiva simmetrica, rispetto ad un asse mediano, la cui gerarchia urbana era dominata dalla rocca/castello prima che dalla chiesa, disegnava cosi’ una sorta di triangolo aperto sulla riva del lago, sfruttava le particolari condizioni morfologiche e la presenza dell’acqua come primo elemento di difesa.

Nel 1416 si contavano 300 abitanti. E 80 anni dopo, il paese fu oggetto di un assedio di Giovanni Borgia, e nel 1525 venne smantellata la rocca; a causa dei danni riportati durante l’assedio, si provvide oltre al restauro delle abitazioni, alla costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta, su di un antico edificio sacro, con interventi di importanti artisti della scuola di Raffaello, tra cui Pellegrino da Modena, che ne decorò l’abside con un originale affresco ispirato ai Vangeli Apocrifi (vi si raffigura il drammatico episodio dell’ebreo scettico nell’ora del transito della Madonna).

Vennero erette altre due costruzioni religiose che davano luogo ad una ripartizione in parrocchie del centro che rimase per tutto il XVII secolo. All’interno dell’abitato sino all’Editto di Saint Cloud del 1804 trovavano posto ancora: il cimitero (trasferito solo dopo il 1837) la mola da olio, il macello, la Segreteria, l’Archivio, e tutti gli organi della gestione comunitaria tra cui il carcere, ad esclusione dell’Ospedale, posto poco prima dell’ingresso della Porta di Santo Stefano, la cui demolizione ebbe inizio alla fine del XVIII sec.

Da allora il Borgo di Trevignano é pervenuto a noi con pochissime e non sostanziali modifiche, così come la Torre in oggetto, muta guardiana dell’armonia di questo magico luogo sulla riva del lago.

Vedi anche

http://www.comune.trevignanoromano.rm.it/

Facebook
Twitter
WhatsApp

Altri punti d'interesse

I video

Prossimi Eventi

23 Maggio 2024
25 Maggio 2024
01 Giugno 2024

Altri punti d'interesse che potrebbero interessarti

Un’antica meraviglia che domina il paese
San Bernardino da Siena
Una storia lontana nel tempo
Rilassati passeggiando lungo il lago