Cerca
Close this search box.

6° Bandiera BLU 2018 – 2023

Cerca
Close this search box.
Facebook
Twitter
Email
Telegram
WhatsApp

L’antico orologio della torre di Trevignano Romano

In vetro, a doppio quadrante, manuale, funziona ancora

Storia, aneddoti e curiosità di un orologio di fine ‘800. Il racconto di Matteo La Torre, l’orologiaio che lo ha rimesso in funzione.
L'antico orologio della torre di Trevignano Romano vista da Piazza V. Emanuele III
La torre dell’orologio vista da Piazza V. Emanuele III

TREVIGNANO ROMANO E IL SUO OROLOGIO DELLA TORRE

In cima alla torre porta d’ingresso del borgo

Sei a Trevignano Romano e vuoi addentrarti nelle viuzze dell’antico borgo. Quindi ti dirigi verso Piazza Vittorio Emanuele III: davanti a te c’è il Municipio e a destra un arco sormontato da una torre, è la porta di ingresso del borgo medievale.

Prima di entrare però fermati un attimo. Guarda in cima e sulla torre vedrai un orologio in vetro. È stato aggiunto nel 1889. Sulla sommità c’è anche una struttura in ferro battuto con due campane per scandire le ore.

L'antico orologio della torre di Trevignano Romano vista dall'interno del borgo
La torre dell’orologio vista dall’interno del borgo

Ora che hai varcato la porta di ingresso, voltati e guarda nuovamente in cima: c’è ancora l’orologio. L’antico orologio della torre, infatti, è a doppio quadrante: uno affaccia sulla piazza del Municipio e l’altro verso l’interno del borgo.

Vuoi saperne di più su questo particolare orologio?

Storia, aneddoti e curiosità? Seguici in questo racconto di Matteo La Torre, orologiaio, che lo ha rimesso in funzione.

L'antico orologio della torre di Trevignano Romano Il quadrande ed il meccanismo
Il quadrande dell’antico orologio ed il meccanismo

L’ANTICO OROLOGIO E IL SUO TEMPO

Verso l’anno della rinascita

Intanto, devi sapere che alla fine del 1800 Trevignano Romano era un piccolo borgo agricolo di contadini e pescatori. A scandire il passare delle ore c’era solo questo orologio posizionato sulla torre medievale, porta d’ingresso dell’antico abitato. «All’epoca, quasi nessuno poteva permettersi un orologio, salvo i più benestanti che portavano orologi da tasca», spiega Matteo. «I contadini, i pescatori, la cittadinanza trevignanese, tutti facevano riferimento alle campane di questo orologio che scampanellava ogni 15 minuti e al passaggio di ogni ora, sia di giorno che di notte. Di questi orologi – prosegue – in quel periodo se ne costruivano parecchi nei paesi e nelle città, erano un punto di riferimento essenziale».

All’epoca, quasi nessuno poteva permettersi un orologio, salvo i più benestanti che portavano orologi da tasca ...
La piazza 1906, Alessio Romeo – Archivio fotografico storico di Trevignano Romano
Foto storica che ritrae L'antico orologio della torre di Trevignano Romano
Trevignano “nuova” vista dal centro storico 1906 – Alessio Romeo Archivio fotografico storico di Trevignano Romano

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’orologio venne lasciato in uno stato di abbandono. «Finché ad un certo punto il sindaco di Trevignano Romano, Rolando Luciani, sapendo che ero un esperto di orologi, mi incaricò di aggiustarlo».

All’interno della Torre è incisa la data dell’intervento. Era il 1996…

Sì, è stato in quell’anno. Ci misi le mani e riuscì a farlo funzionare. Era fermo, abbandonato. È stato un lavoro di due mesi. Poi però, apriti cielo!

All’interno della Torre è incisa la data dell’intervento e il tuo nome. Era il 1996...
All’interno della Torre è incisa la data dell’inventario e intervento. Era il 1996

Cioè? Cosa accadde?

Ne frattempo, Trevignano Romano si era urbanizzato. Le abitazioni e gli esercizi pubblici avevano preso il posto degli orti e della campagna che circondavano il borgo. Si può immaginare cosa significò per la popolazione sentire il suono delle campane ogni 15 minuti, anche di notte, non era possibile. Insomma, ci fu una sorta di rivoluzione. Così, successivamente, su autorizzazione del Comune, fermai le campane. Misi due zeppe per bloccare i chiavistelli dei tiranti delle campane, permettendo comunque all’orologio di continuare a funzionare. In pratica, fermai solo la suoneria.

L’orologio è a carica manuale e funziona grazie a un delicato equilibrio di pesi…

Le tre pietre sono equilibrate al funzionamento della macchina. Con una manovella i pesi si sollevano e poi scendendo dando modo al pendolo di funzionare. Il peso centrale serve per dare il tempo e i due laterali per azionare le campane.

L’orologio è a carica manuale e funziona grazie a un delicato equilibrio di pesi...
I pesi della carica dell’orologio

Va ricaricato tutti i giorni?

Sì, ogni giorno. Quando il peso centrale scende a terra l’orologio si scarica e si ferma. Quindi bisogna salire sulla torre e girare la manovella. Credo che le pietre siano state sostituite, perché presumibilmente in origine c’erano dei pesi di piombo, più confacenti. Per qualche ragione i cittadini di Trevignano si sono dovuti ingegnare mettendoci questi massi.

Come è stato mettere le mani su un meccanismo così antico e complesso?

Ci è voluta una valigia da meccanico piena di chiavi inglesi. Gli attrezzi li chiesi in prestito. Una volta studiato il funzionamento, il resto è venuto da sé. Svita e riavvita, smonta e rimonta, insomma c’è voluto del tempo. È stato faticoso. È una bella macchina d’epoca e molto robusta.

Il Meccanismo dell'orologio
Il Meccanismo dell’orologio

Ti ha aiutato qualcuno?

No, ho fatto tutto da solo. Avevo aggiustato orologi da polso e pendoli per una vita, ma mai ero incappato in un orologio del genere.

Come è nata la tua passione per l’orologeria?

Ho avuto il pallino degli orologi sin da ragazzo. Mio padre mi dava una paghetta di mille lire a settimana e la spendevo comprando vecchi orologi a Porta Portese. Con mille lire riuscivo a comprarne tre o anche quattro. La maggior parte non funzionava.

Che anni erano?

Tra il 1961 e il 1962, quando avevo 17/18 anni.

All’epoca non c’erano tutti i modelli di orologi che ci sono oggi. Compravo gli orologi e su quattro ne riuscivo a far funzionare uno, togliendo e sostituendo i pezzi dall’uno all’altro. Quando riuscivo a farli funzionare era davvero emozionante. Dopodiché, feci la scuola di orologeria a Roma. All’esame finale, su venti passammo solo in sei.

Come è nato questo pallino?

Un giorno, in una edicola vidi delle riviste dedicate agli orologi: erano illustrati con delle foto bellissime, anche dei componenti. Da lì mi appassionai.

Le campane della suoneria dell'orologio, ora disattivata
Le campane della suoneria dell’orologio, ora disattivata

Cosa hai provato quando hai rimesso in funzione l’orologio della torre?

È stata un’emozione pazzesca, da fuochi d’artificio. Sinceramente, non pensavo di riuscirci. Studiandolo, ne ho capito il funzionamento e sapevo dove c’era da allentare, da stringere, dove c’era bisogno di un po’ d’olio. Con il tempo, senza manutenzione, il meccanismo si era ossidato.

Di quale materiale è fatto?

Il meccanismo è in ferro. L’ancora e le ruote con gli ingranaggi sono ancora in ottimo stato. Con una buona manutenzione questo orologio potrebbe continuare a funzionare per oltre un secolo.

Rimetterlo in funzione è stata dura, ma mi ha dato un’enorme soddisfazione.

Vedi anche

Foto d’epoca

Si ringrazia per le foto d’epoca Alessio Romeo e il gruppo facebook Archivio fotografico storico di Trevignano Romano

Facebook
Twitter
Email
Telegram
WhatsApp

Dove si trova

Altri Articoli dal Magazine

Dal Festival dei Racconti Brevi

Da visitare

Video